IL PATRIMONIO MONUMENTALE DI NAPOLI TRA ABULIA, COLLUSIONI E DEGRADO
Non ne posso più della ininterrotta teoria d’immagini vintage di Napoli che circola in rete. Immagini color seppia, spesso corredate da nostalgiche didascalie, quasi che immortalassero l’età dell’oro di Partenope.“Che bei tempi”, “vorrei tanto tornare a qui tempi”, “altro che adesso”. I bei tempi dei fetidi “vasci” e della grotta degli spadari descritti da Jessie White Mario o quelli degli immondi fondaci dei racconti del Villari.
Non la reggo più. Ed il fastidio cresce esponenzialmente mentre guardo le immagini della rivolta popolare turca. Il raffronto con quanto sta accadendo alla Villa comunale di Napoli è inevitabile. Ad Istanbul, il disegno di cementificare l'area del Gezi Park e la piazza Taksim, ha scatenato la dura protesta dei cittadini. Rivolta placatasi solo con l’annullamento del progetto per l’intervento di un tribunale turco. A Napoli, invece, la cancellazione dello storico giardino pubblico procede a tappe forzate senza suscitare apprezzabili reazioni. Un pezzo di parco è sparito per realizzare la stazione “Arco Mirelli” della Linea 6. Un altro lungo tratto, in prossimità di San Pasquale a Chiaja, privato dell’antica recinzione in mattoni e lastroni di piperno, ha assunto aspetto e funzioni di una corsia stradale, organica forse alla stazione in fieri di “San Pasquale”. In prossimità di piazza Vittoria, la grande cavità del pozzo di ventilazione sottrarrà altro spazio al verde mentre le lunghe lame di cemento dei sottoservizi pervadono il sottosuolo ed impediscono la libera espansione degli apparati radicali degli alberi.
Eutanasia di una città
- 05 Luglio 2013
- Lidio Aramu
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L’impossibilità di essere normale
- 04 Luglio 2013
- Enrico Tomaselli
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Sono stato a Barcellona per la terza edizione di Videoakt, una biennale di videoarte. Il viaggio è stato anche occasione per alcune riflessioni; anche se non mi è stato possibile, purtroppo, incontrare Mireia Belil – Directora della Fundaciò Forum – per via degli impegni legati alla biennale.
Questo collegamento, ovviamente, è stato ed è per me il primo che mi viene in mente: Barcellona è la città catalana in cui è nato il Forum, Napoli è la città che dovrebbe ospitarne la prossima edizione. E quanto il condizionale sia ormai d’obbligo, è inutile sottolinearlo.
Fare un viaggio fuori dai confini nazionali, per chi vive a Napoli, è comunque altamente sconsigliato. Credo che questa sia un’esperienza comune a molti dei lettori del blog, e quindi conto sulla complicità allusiva del “io so che tu sai che io so”… tale esperienza, infatti, porta invariabilmente a porsi la (fatidica) domanda: “perchè qui no?”
L'orda barbarica ed il Grillo parlante
- 26 Giugno 2013
- Lidio Aramu
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Vi è un’immagine che più di altre stringe il cuore dei napoletani. Non occorre andarla a cercare nel dedalo dei vicoli del Centro storico o nei deserti alienanti delle periferie, là dove il degrado continua ad avanzare incontrastato su edifici religiosi e palazzi nobiliari, nelle arti e mestieri, nell’anima e nel corpo di questa martoriata città. E’ sotto gli occhi di tutti, distesa com’è lungo uno dei luoghi simbolo di Napoli che un’incolta minoranza s’incaponisce a chiamare “lungomare liberato” e a vilipendere con eventi imposti da una potestà d’imperio incondizionata, mai vista a Napoli prima dell’era de Magistris.
E’ la rappresentazione desolante e desolata che offre alla vista il quadrilatero delimitato dalla Riviera di Chiaia, Piazza Vittoria, Via Caracciolo, Piazza della Repubblica. L’area su cui Ferdinando IV volle creare un pubblico spazio, il “Real passeggio di Chiaja”.
Il porto immobile
- 17 Giugno 2013
- Lidio Aramu
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Tra progetti di ammodernamento fermi sulla carta e l'illusione della centralità di Napoli, il Porto è l'ennesima occasione persa della città. In questo quadro si inserisce alla perfezione il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che nel marzo 2012 annunciava: "Nel 2013 a Napoli il Museo del Mare e dell'emigrazione". Chi lo ha visto?
Simile a un fiume carsico, che scorre sotterraneo e riemerge con forza in superficie, il dibattito sul porto di Napoli si arricchisce di ulteriori analisi. Questa volta è il presidente dell’International Propeller Port Club ad associarsi all’autorevole coro degli angosciati dall’impasse in cui versa la governance del sistema portuale e dal mancato rispetto del timing del progetto del “Grande Porto”. Umberto Masucci dopo aver ricordato quanto si è fatto per potenziare “porti minori” in altre parti d’Italia, si chiede retoricamente: «perché a Napoli tutto è più difficile?».
Perché… La risposta è stata già data ed in più occasioni dal segretario regionale della CISL, Lina Lucci. Una risposta chiara, disarmante nella sua semplicità, che le orecchie interessate fingono di non capire: il porto è un “bene comune”. Nel senso che è essenziale alla vita economica della città ed in quanto tale, il complesso delle attività portuali, oltre che a garantire l’imprescindibile redditività delle imprese, deve essere orientato alla crescita complessiva dell’economia napoletana, al beneficio collettivo. La prevalenza del “senso comunitario” sul “senso civile”, che è specificità genomica del popolo napoletano, è in parte responsabile dell’elefantiasi dei tempi decisionali.
Crollo albero: le imbarazzanti lacune di Tommaso Sodano
- 12 Giugno 2013
- Paolo Carotenuto
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Dall'intervista del vicesindaco rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, emergono posizioni discutibili e in parte smentite da Forestale e professionisti del settore.
Dopo i dati non veritieri sulla raccolta differenziata, Tommaso Sodano ci ricasca. In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno sul tragico episodio che è costato la vita a una donna di 40 anni schiacciata nella sua auto dal crollo di un albero, il vicesindaco di Napoli si è lasciato ad alcune dichiarazioni che lasciano basiti. A volergli credere ci sarebbe da mettere in discussione le competenze maturate nella sua professione, quella di agronomo; in realtà la sensazione è di un dilettantismo amministrativo non accettabile per chi ha responsabilità importanti, soprattutto quando ci sono ricadute sulla sicurezza e la tutela dei cittadini.
Diversi i passaggi discutibili. Sodano afferma "di aver visto personalmente l'albero caduto, costatando una chioma sana, priva di lacerazione e dal colore vivace. L'albero non aveva alcun segno visibile di sofferenza" ed il crollo rientrerebbe nella casistica dei fatti naturali inspiegabili.



