...ma l'amministrazione cittadina non lo sa
Paolo Macry, in un recente fondo domenicale del CdM, ha analizzato da par suo le mutazioni genomiche e le tare della maggioranza partitica a “geometrie variabili” che sostiene l’azione amministrativa del sindaco arancione di Napoli.
Per l’autorevole cattedratico si tratta di una maggioranza trasformista ed, in quanto tale, debole e ricattabile. Ineccepibile. Ad osservare con distacco il passaggio dall’uno all’altro fronte dei consiglieri comunali, la rapidità con cui cambiano idee e ragioni - mai e poi mai riguardanti l’interesse generale della città – riporta alla mente il volo degli storni. Per numero, non siamo di fronte all’imponenza dello stormo di volatili che nei cieli italiani dà vita, in rapida sequenza, ad incredibili forme geometriche, ma l’assemblea comunale col suo defilarsi nei particulari per poi rapidamente ricompattarsi con mutato aspetto per riprendere la mera gestione del potere, senza alcun dubbio ne ricorda il modello comportamentale.
Il destino di Napoli è nel Mediterraneo...
- 24 Settembre 2013
- Lidio Aramu
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La Villa dei Misteri
- 08 Agosto 2013
- Lidio Aramu
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Qui dove il mare luccica e tira forte il vento… Nel nostro caso non c’è una terrazza ma uno storico parco, incastonato sulla costa tra Mergellina e Megaride. Più di 110 mila di metri qua
drati di verde, fontane e monumenti, tutelati da vincoli paesaggistici e monumentali, costituiscono da oltre due secoli un luogo di socializzazione, distensione e cultura per l’intero popolo di Napoli. Nel corso della sua tormentata esistenza ha fatto da nurse ad almeno dieci generazioni di napoletani tra paperelle, caprette e pony, dallo jo jo alle moderne attrezzature ludiche. Ha poco più di due secoli ma ne dimostra molti di più.
Negli ultimi vent’anni però, il fisiologico decadimento del verde, ha subito una brusca accelerazione. In proposito se ne sono dette tante dando libero sfogo alla fantasia o alla mala fede… la verità è che nello storico parco non vengono eseguite le elementari cure culturali (difesa dai parassiti, potature, arieggiamento dei prati, concimazioni) perché incredibilmente, in una città a forte vocazione turistica, non esiste il relativo capitolo di spesa nel bilancio comunale.
Dove sbaglia Maurizio de Giovanni
- 31 Luglio 2013
- Lidio Aramu
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In una Napoli in cui le classi e i ceti sociali hanno vissuto sempre in modo isolato, c'è un pezzo di società che oggi si sta ribellando al tentativo di cancellare la memoria storica della città
In una recente intervista rilasciata a Parallelo 41, nella quale si chiedeva se Napoli fosse una città senza speranza, lo scrittore Maurizio de Giovanni ha sostenuto, confermando nella buona sostanza la tesi del giornalista, che “Napoli è una città che ha perso la sua identità” ove i cittadini hanno “perso il senso della comunità… e che la perdita di identità è la gravissima colpa, originaria, della borghesia napoletana che si isola, si disinteressa della propria città, si chiude nei suoi salotti”.
Ma quale identità avrebbe perso? Quella territoriale messa a dura prova dalla dilagante cachistocrazia, quella sociale altrimenti detta “senso di comune appartenenza”, o quella definita da una funzione economica dominante?
Non credo che si fosse riferito al complesso geologico, orografico, naturalistico paesistico che compone e caratterizza la forma ed il territorio della città. A parte la migrazione ottocentesca della nascente borghesia industriale verso l’occidente con la susseguente urbanizzazione del “Rione Amedeo” e del colle posillipino, gli sconvolgimenti del “Risanamento” e quelli più contenuti delle bonifiche fasciste, “Napoli centrale” è rimasta pressoché inalterata da secoli tanto che anche ad un occhio non allenato è possibile riconoscere l’impianto urbanistico greco-romano e, risalendo per i rami della storia, quello svevo-angiono, aragonese, spagnolo, borbonico e così via. Persino le degradate ed estese periferie urbane, monumenti all’illegalità incontrastata, continuano immobili a mostrarsi nella loro alienante desolazione, avulse come sono da qualsiasi ipotesi di un loro recupero ad una dimensione umana. Paesaggisticamente la città resiste nonostante il notevole impegno che sta profondendo il sindaco de Magistris per stravolgere la stupenda litoranea borghese, il luogo che universalmente richiama valori e tradizioni di Napoli.
Le associazioni civiche al vice sindaco Sodano: ci rivedremo a Filippi
- 27 Luglio 2013
- Lidio Aramu
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Non c’è dubbio, Tommaso Sodano presentandosi spontaneamente al funerale della Villa Comunale, organizzato dalle civiche associazioni, ha compiuto un mezzo miracolo. Questo gesto, infatti, gli ha permesso di conquistare, in un momento non molto felice per l’amministrazione comunale, preziosi attimi di pubblica visibilità e d’imbrigliare – almeno per il momento - il crescente dissenso dei cittadini per gli scempi del patrimonio storico e monumentale della città. E non solo….
Dopo l’incontro del 25 luglio tenuto a Palazzo San Giacomo con una delegazione della società civile, nel monolitico fronte dell’associazionismo cittadino è apparsa una leggera incrinatura. E pensare che soltanto qualche giorno prima dallo stesso assembramento sono partite monetine ed invettive all’indirizzo del vice sindaco. E’ fisiologico, del resto l’Italia è il paese dei mille campanili, dei municipalismi, dei provincialismi. E’ stata sufficiente una serie di promesse, neanche nutrita ed impegnativa e nel terso cielo di Chiaja sono apparsi falchi e colombe. All’apertura di credito offerta all’amministrazione dalle frange “civiche” più organiche alla politica, quelle che ben conoscono i meccanismi della macchina comunale, si è opposto l’irrigidimento delle associazioni che sopportano mal volentieri le dolorose restrizioni imposte alla libertà individuale dall’amministrazione municipale. Kapò e deportati. Quest’ultimi, i cittadini costretti a rimanere a casa o nel quartiere di residenza per l’inesistenza di un servizio pubblico di trasporto, non credono alla possibilità che la giunta arancione possa dar vita ad una rivoluzione copernicana del proprio essere e dalle pagine del social network più diffuso annunciano con toni perentori l’avvio della campagna d’autunno contro il malgoverno della città.
L’allegro catastrofismo di Caldoro e de Magistris
- 24 Luglio 2013
- Marco Demarco
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Se vi accusassero pesantemente, al limite dell’ingiuria, rispondereste con solare gaiezza? E se foste certi di un imminente disastro sociale, vi dareste da fare per organizzare una festa milionaria? Io no di certo. Eppure, il sindaco de Magistris dichiara che le inchieste della magistratura, che lo fanno sentire ingiuriato, gli producono uno strano effetto: lo fanno ridere. Mentre Caldoro, che ora è d’accordo con l’apocalittico Casaleggio e si dice sicuro che saranno Napoli e la Campania i prossimi “punti di attacco” di disordini e rivolte è lo stesso che ha dirottato milioni e milioni di euro sull’organizzazione delle regate nel golfo, quelle con con annessi premi e cotillons. Uno lo ingiuri e ti sorride, l’altro sta per annegare e festeggia. Temo per loro più che per noi.
Marco Demarco



