Una città estesa per circa 120 chilometri quadrati con quasi un milione di abitanti, il cui tessuto urbano contemporaneo - secondo l’Unesco - conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell'Europa e al di là dei confini di questa, è indubbiamente una realtà complessa ricca di contraddizioni, paradossi e attese insoddisfatte.Il centro storico è tra i più antichi e più vasti d’Europa ed è motivo di legittimo orgoglio. Tuttavia, non è una realtà cristallizzata, un museo a cielo aperto. Qui continuano ad avvicendarsi generazioni di napoletani con i loro problemi esistenziali, intricati e spesso senza soluzione: casa, lavoro, mobilità, igiene urbana, tempo libero.




L’insopportabile calura degli anticloni africani, le aiuole rinsecchite ed i giardini inariditi, la liquefazione dei giardinieri di Napoli sono tutti sintomi dell’incipiente desertificazione di Napoli. Un processo irreversibile che interessa uniformemente, senza distinzioni di classe, i suoli collinari e quelli a livello del mare e nel quale l’opera umana è sempre determinante.
Il sindaco De Magistris voleva liberarlo, ha invece creato un luogo qualunque ed estraneo (pubblicato sul
Solo un ritrovato orgoglio degli architetti e degli ingegneri delle nostre Facoltà potrà dar vita ad una Napoli moderna e vivibile
La crisi economica e finanziaria che ci attanaglia, sta dando le ultime spallate a un sistema partitocratico che nulla ha più di democratico. Un governo di tecnici non eletti ma supportati da una grande coalizione di partiti “responsabili e sobri”, rimettendo in discussione persino diritti acquisiti, come la tutela dei lavoratori e lo stesso concetto di lavoro – ritenuto dalla Fornero non più come un diritto - stanno distruggendo ogni barlume di speranza.