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De Magistris, l'apparenza sopra Napoli

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Oliviero Toscani fotografa il nuovo sindaco di Napoli in una versione inedita
Mentre Napoli vive il dramma dei rifiuti, de Magistris pensa bene di fare da modello per Oliviero Toscani con un sacco dell'immondizia e l'espressione fiera degna di un rivoluzionario risorgimentale.  Come se quella immagine si possa trasformare in un riscatto per la città, simbolo del vento che è cambiato e della risoluzione di un problema. Niente di tutto questo, da quella immagine traspare solo la smisurata voglia di protagonismo del sindaco, disposto a qualunque cosa pur di apparire, anche calpestando - ove ce ne fosse ancora bisogno - l'immagine di Napoli.

Rifiuti, De Magistris tradito dagli amici (altro che Bossi)

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di Luca Maurelli
I rifiuti di Napoli? Tranquilli, li prende la “compagna” Marta, sindaco di Genova. Attenzione, però: vuole solo immondizia pulita, ordinata e non puzzolente, niente pannolini sporchi e bucce di banana, eh!
In un afflato di solidarietà, la prima cittadina del capoluogo ligure, Marta Vincenzi, un paio di giorni fa, più che una mano ha teso un guanto di velluto al collega di Napoli, Luigi De Magistris, da un mese e mezzo sprofondato in una città ai limiti del collasso sanitario.

Il diritto di non aiutare De Magistris

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di Gianluigi Paragone da Libero
Berlusconi ha detto che la questione dei rifiuti è una emergenza nazionale. Nazionale? E perché mai? Forse solo perché tutta l’Italia ci perde la faccia, per il resto il problema è tutto napoletano.
In tanti vorrebbero che l’Italia s’accollasse un po’ di monnezza partenopea cosicché mal comune diventa mezzo gaudio.

Rifiuti, colpa di Calderoli o colpa di Vendola?

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Gad Lerner, su "Repubblica", parla di «orgoglio padano» e Antonio Galdo, su "Il Mattino", descrive una Lega che si mette di traverso. Ormai è una gara a chi colpisce con maggior durezza il Carroccio. Eppure, provocazione per provocazione, qui dovremmo parlare di «orgoglio pugliese» e di un Vendola, non di un Calderoli, che si mette di traverso. E già, perché il decreto di cui tanto si parla a proposito dei rifiuti di Napoli, genera non da una iniziativa del Veneto o del Piemonte, bensì della Puglia ecologista di Vendola. Un particolare, questo, che tutti omettono. Perché?

Il cambiamento come mito

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Colpisce una cosa del successo napoletano di Luigi de Magistris ed è la riproposizione, in piccolo, dello schema politico del 1993. Le primarie stanno al posto delle inchieste di tangentopoli; oggi come allora c’è una radicale delegittimazione della classe politica e, per dirla con il Bassolino di quegli anni, un’amministrazione comunale che da tempo, ormai, non rappresenta più la città. Lo stesso exploit dell’ex pm ricorda il successo analogo, ed effimero, dei campioni del cambiamento di allora, come Claudio Fava a Catania, sconfitto di misura alle comunali da Enzo Bianco che capeggiava una coalizione di centrosinistra. Un destino che non è toccato oggi al prefetto Morcone.

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