Le contraddizioni dell'uomo del risorgimento napoletano
LA SOLUZIONE? NUOVE DISCARICHE - Una città da rivoltare come un calzino, senza l'aiuto di nessuno. La sicurezza e la veemenza con la quale il nuovo sindaco di Napoli arringava la sua folla quando dava del gallo 'ngopp a munnezz a Berlusconi, riecheggia ancora oggi, ma lo scenario è cambiato radicalmente. Sono bastate due settimane alla guida del comune di Napoli per mutarne l'impostazione, con la pretesa d'aiuto inoltrata al Governo. In campagna elettorale furono prospettati scenari idilliaci come il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata in sei mesi, la creazione di un processo di gestione dei rifiuti in grado di fare a meno del termovalorizzatore,la fine dell'era delle discariche. Con l'omissione di stabilire cosa si sarebbe fatto dei rifiuti accumulati da lì alla creazione del paese delle meraviglie.
Un piccolo particolare sfuggito, che puntuale si è presentato in tutta la sua drammaticità. Napoli sommersa dai rifiuti, come non mai forse, perché il problema che una volta era regionale, oggi si concentra quasi interamente sulla città e su una parte della provincia. A questo punto la prima sorpresa. Dall'intransigenza del passato, de Magistris e gli uomini della sua giunta (Sodano in testa), hanno sposato il realismo, in nome del quale si è accettato - di concerto con Regione e Provincia - il ricorso alle discariche. Anzi, il sindaco si spinge oltre, individuando in Cesaro il principale responsabile dell'attuale situazione, perché in un anno non ha trovato un buco in tutta la provincia dove mettere i rifiuti. Le proteste che lo hanno visto al fianco dei cittadini sono state dimenticate, oggi il ruolo impone una logica di intervento diversa. Così ben vengano i siti temporanei (?) di raccolta individuati nei comuni di Caivano e Acerra. Gli abitanti di quelle terre già martoriate devono capire che in ballo c'è qualcosa di più importante della loro salute e dei loro diritti, così nel video realizzato mercoledì 22 giugno, oltre alle solite accuse al Presidente del Consiglio, si ascoltano parole di soddisfazione da parte di de Magistris nell'accogliere la sospensione da parte del Tar della decisione che aveva bloccato l'esecuzione della delibera. E pazienza se nell'autunno scorso Sodano, da capogruppo provinciale di Rifondazione comunista, si oppose strenuamente al decreto per lo stoccaggio dei rifiuti sul territorio di Acerra.
Siti che saranno individuati anche sul territorio cittadino. L'ultima ordinanza della Giunta prevede turni di raccolta 24 ore su 24 per gli operatori della società comunale Asìa, isole ecologiche in ogni municipalità, e appunto siti di trasferenza cittadini che per ora restano segreti, sebbene si ipotizza tra gli altri l'utilizzo dei capannoni dismessi di Gianturco (già teatro di una forte resistenza da parte dei cittadini e delle associazioni del quartiere nei mesi scorsi dinanzi a una analoga proposta, poi ritirata a furor di popolo).
LE ACCUSE AL GOVERNO - De Magistris non si ferma e accusa palesemente il Governo, e la Lega Nord in particolare, di non aver varato il decreto che sblocca il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori regione, unica soluzione per rendere sostenibile l'apertura dei siti temporanei di trasferimento. Che altrimenti finirebbero con l'accumulare rifiuti come in una discarica, visto che quelle nelle regione sono prossime all'esaurimento. E si torna ancora una volta allo stesso problema: i rifiuti destinati alle discariche. Sul quotidiano Cronache di Napoli è trapelata una indiscrezione proveniente da fonti anonime del Comune di Napoli, sulla possibilità di ampliare la discarica di Chiaiano utilizzando lo 'stato d'emergenza' per depositare circa un milione di tonnellate di rifiuti provenienti dal capoluogo partenopeo. Lo stesso territorio in cui si affermò la resistenza dei comitati civici della periferia napoletana, della confinante Marano e dei centri sociali come Insurgencia, che hanno poi appoggiato la candidatura di de Magistris stesso.
L'ALTERNATIVA - Pensare che il suo rivale Lettieri, sommessamente, era stato il primo a porre la questione di trovare una soluzione che non guardasse solo al lungo periodo, ma che ponesse la questione di togliere i rifiuti dalle strade di Napoli nell'immediato. Per questo, non potendo contare su altre discariche (in esaurimento e osteggiate dalle popolazioni locali e dai 'politici illuminati' demagistriani), non potendo portare i rifiuti in altre regioni (dopo i tentativi falliti del passato), aveva individuato nell'estero la soluzione più fattibile, forte di un accordo maturato con amministrazioni della Spagna e dell'Olanda.
LA DOPPIA MORALE DEL SINDACO - De Magistris oggi invoca la solidarietà tra province e regioni, anche se ieri si batteva aspramente contro la possibilità di aprire nuove discariche. Ciò che ieri era inaccettabile, oggi viene reclamato a gran voce. I ritardi in tal senso vengono denunciati come tentativi di boicottare il suo piano rifiuti. Che sia ben chiaro, prevede l'apertura di discariche temporanee in altre province e il trasferimento successivo in altre regioni. Il nuovo sindaco dovrebbe ben conoscere la problematica a livello europeo visti i suoi trascorsi di europarlamentare. Proprio ricoprendo quella funzione de Magistris lo scorso gennaio è stato il primo firmatario di un provvedimento che bloccava l'assegnazione di 145 milioni di euro concessi dall'Ue alla città di Napoli. Soldi necessari per avviare le bonifiche e che ora il sindaco vorrebbe riottenere per usarli nella predisposizione del piano di raccolta differenziata. Una situazione farsesca, con de Magistris vittima delle sue stesse azioni quando a Bruxelles era lui che ostacolava i piani di quanti cercavano di risolvere il problema rifiuti a Napoli. Ora è lui ad accusare e come al solito interviene in modo scomposto, aizzando i propri sostenitori che non a caso sono già sul piede di guerra.
AMBIZIONI DA LEADER NAZIONALE - L'obiettivo dell'ex pm è chiaro, lo ha svelato lui stesso in una intervista al settimanale Panorama, facendo emergere la sua ambizione di leader nazionale, a differenza dei tanti piccoli leader del centrosinistra degni di guidare al massimo un partito ma non il Paese. Per de Magistris Napoli è una semplice tappa della sua ascesa politica, del suo disegno ambizioso. Per questo ha bisogno di cavalcare l'onda del successo personale, rinsaldare l'immagine di condottiero rivoluzionario che scende in campo per scardinare gli agglomerati occulti di potere, ponendosi come unico punto di riferimento per il popolo stanco della malapolitica. Una leadership che deve affermare oltre la città di Napoli, usando i napoletani come traino per le sue lotte. Per questo alza i toni dello scontro, attribuisce colpe a destra e a manca senza mezze misure e non ha paura di contraddirsi. Il suo popolo lo venera e minaccia mobilitazioni in rete e in piazza. Lo stesso de Magistris non ha escluso di appoggiare iniziative tese a consolidare la forza della sua giunta; sui social network si diffondono gli appelli a inviare lettere al Presidente della Repubblica affinché intervenga a sostegno del sindaco di Napoli o a mobilitarsi in modo permanente sul territorio. Insomma, siamo dinanzi al delirio collettivo.
CREPE NELLA RETE PRO SINDACO - La verità è che la demagogia può aiutare a vincere una campagna elettorale, ma non aiuta a governare. Se ne sono resi conto anche alcuni sostenitori della prima ora di de Magistris. Per il Comitato Regionale rifiuti della Campania - www.rifiuticampania.org -, che raduna una vasta schiera di organizzazioni e associazioni campane, hanno accusato senza mezzi termini "il sindaco e il suo vice Sodano di scontrarsi con i fatti, riempiendosi goffamente la bocca con gli slogan dei comitati e delle associazioni ambientaliste, salvo poi lavorare per il completamento dei ciclo integrato dei rifiuti che - a loro dire - avrà conseguenze devastanti per l'ambiente". E continua: "In queste ore di drammatica crisi rifiuti per Napoli e provincia, acutizzata da una sentenza del Tar Lazio che vieta il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori regione, si attendevano le prime scelte della neo-amministrazione comunale, che da tempo sbandierava soluzioni radicalmente innovative, orientate al riciclo dei materiali, ambientalmente compatibili e vicine alle istanze dei cittadini, mostrando così l'intenzione di porre una volta per tutte fine alla decennale emergenza rifiuti. Purtroppo però, dopo i proclami populistici della campagna elettorale, che promettevano in sei mesi il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata e nessun impianto di incenerimento per Napoli-Est, il neo assessore all'ambiente Tommaso Sodano ha svelato le reali intenzioni dell'amministrazione affermando candidamente che "Acerra c'è e va fatta funzionare" e che l'unico compito del Comune di Napoli è "occuparsi dall'igiene urbana e della raccolta rifiuti ma tutta la parte degli impianti resta di competenza della Provincia e della Regione". Come a dire, che quanto sbandierato in campagna elettorale su impianti di compostaggio e TMM era pura propaganda elettorale.
Paolo Carotenuto
23 giugno 2011
Video de Magistris
Video de Magistris 2 - La seconda delibera sui rifiuti
Presidio permanente contro il boicottaggio del piano de Magistris
