Ven11092026

Agg.:06:47:08

da Legno Storto:

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Raccolta differenziata in picchiata, nel silenzio generale

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Napoli, il piano rifiuti sempre più fallimentare. Città sporca, cumuli di rifiuti in periferia, smaltimento all'estero o fuori regione e dati sulla differenziata sconfortanti: -1,69% rispetto allo scorso anno
Il mese di ottobre ha segnato una flessione nella raccolta differenziata, già ampiamente deficitaria, nel Comune di Napoli. Il dato riportato sul sito dell'osservatorio regionale rifiuti, attesta il Comune di Napoli al 20,73% di raccolta differenziata, con una riduzione dell'1,69% rispetto alla produzione di differenziata dello scorso anno.

Il Comune senza soldi paga gli straordinari all'Ufficio del Sindaco

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Nei momenti di crisi e ristrettezze economiche, si sente spesso il lamento dei lavoratori, pubblici o privati, che non si vedono pagati gli straordinari, con il riconoscimento al massimo di qualche recupero. Una costante che non vale per i dipendenti dell'Ufficio di gabinetto del Sindaco di Napoli, vista la determina n. 203 del 5 ottobre 2012, a firma del Capo di gabinetto Attilio Auricchio, che prevede l'assunzione dell'impegno di spesa, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2012, di 200 mila euro per la retribuzione di prestazioni rese in regime di straordinario dal personale assegnato al Dipartimento Gabinetto del Sindaco.

Bagnolifutura: luci e ombre

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di Alessandra Filice
Nuovi scenari si aprono per la società partecipata Bagnolifutura con la delibera di proposta 661/2012. Si tratta di un provvedimento normativo varato non a caso e allo scadere  di un termine temporale preciso stabilito dalla stessa convenzione che regolò i rapporti dell’Ente in questione, con il Comune, la Provincia e la Regione Campania. La convenzione appena citata infatti, fu sottoscritta il 25/6/2002 e stabiliva che entro dieci anni dalla sua costituzione, Bagnolifutura si sarebbe impegnata a trasferire le opere di urbanizzazione secondarie e le attrezzature di interesse generale, al Comune, Provincia o Regione, a seconda delle rispettive competenze.

Liberiamo l'ex Asilo Filangieri

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Il presidente della IV Municipalità, Armando Coppola, associazioni e comitati civici avviano azioni contro l'occupazione abusiva dell'ex sede del Forum delle Culture
Da sette mesi l'edificio storico di vico Maffei 4 è occupato abusivamente dal collettivo La Balena, un gruppo di artisti, cineasti e lavoratori dell'immateriale. Nella struttura, originariamente sede del Forum delle Culture, vi è una diffusa propensione all'illegalità, che va oltre la mera sottrazione al patrimonio comunale di un bene pubblico. Per queste ragioni il Presidente della IV Municipalità, Armando Coppola, ha inscenato una protesta all'esterno della struttura, facendosi portatore delle istanze inascoltate avanzate in più frangenti da associazioni e gruppi civici. Al fianco del Presidente Coppola, alcuni assessori e consiglieri di municipalità, i rappresentanti delle associazioni Napoli Punto a Capo, con Sergio Fedele e Giulio Corbo, Cittadinanza Attiva, con Lucio Mauro e Antonella Pane, Corpo di Napoli, il Comitato Civico Posillipo, Citta.di.Na, impegnati nella richiesta di ripristino della legalità nella struttura.

L'asilo delle illegalità, tra farneticazioni collettiviste e abusi impuniti

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Ex asilo Filangieri, l'occupazione sostenuta dall'assessore Di Nocera e da parte della Giunta comunale
L'ex asilo Filangieri era stato scelto come sede del Forum delle Culture, finito miserevolmente nelle pastoie di un'amministrazione incapace di organizzare un evento già di per sé di dubbio valore. Oggi è stato trasformato nell'Asilo della conoscenza e della creatività. Il cambio d'uso è avvenuto non per scelta dell'amministrazione comunale, che detiene la proprietà dell'immobile, ma per opera di un collettivo costituito da pseudo artisti e teorici dei beni comuni denominato La Balena, che ha occupato lo stabile dal mese di marzo, trasformandolo nella sede di spettacoli, cene, riflessioni sul mondo delle arti, occasioni di incontro. Il tutto in spregio non solo delle più elementari norme relative all'occupazione di un bene pubblico per finalità privatistiche, senza l'ottenimento di alcuna concessione ufficiale, ma anche violando le norme igienico-sanitarie e del commercio, laddove gli spazi dell'ex asilo si trasformano in luoghi in cui si vendono (e consumano) bevande alcoliche e si organizzano, in taluni casi, cene a pagamento.