Non mi piacciono la tensione ed i toni dialettici che in questi giorni si riscontrano sulle pagine di facebook dei gruppi ostili a de Magistris. Suscitano in me preoccupate riflessioni sul piacere e la nostalgia che l’informe massa nutre verso le macellerie messicane d’infausta memoria. Si legga quel che è stato scritto a commento della foto del duo Cammarano/Chiliberti al balcone intente a svolgere il proprio lavoro. Ed anche se fossero uscite per il semplice gusto di soddisfare una curiosità, dove sta lo scandalo?
Come per Flaiano a proposito del Fascismo, anch’io mi sento di dire che a Napoli i de magistrisiani si dividono ormai in due categorie: i demagistrisiani e gli antidemagistrisiani. E’ iniziata la gara a chi è più “anti” con l’intento, neanche tanto nascosto, di rifarsi una verginità politica dopo essere stati tra gli antesignani duri e puri della rivoluzione arancione. Non mi piace. Vedrete quanti realisti più realisti del re presenteranno la propria candidatura alle future prossime elezioni.
De Magistris e la ribellione delle masse
- 08 Aprile 2013
- Lidio Aramu
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A Napoli si torni a parlare di architettura e pianificazione urbanistica
- 04 Aprile 2013
- Lidio Aramu
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La Caracciolo “libberata”, la Riviera di Chiaja isolata, il Corso Maria Teresa d’Austria (l’attuale Corso Vittorio Emanuele) intasato dal traffico automobilistico che scorreva sulle prime due, obbligano ad una riflessione che non può limitarsi all’amletico dubbio Ztl sì, Ztl no.
La rivoluzione dei flussi veicolari ha messo in risalto un’amara verità: Napoli è attraversabile grazie alla presenza di un esiguo numero di assi stradali definiti non a caso primari. Essi fungono da circonvallazione intra moenia e risalgono ai tempi dei Borbone e alla seconda metà dell’Ottocento, quando la città presentava ben altre dimensioni e polarità di attrazione.
La decisione dell’amministrazione comunale di realizzare nel Centro storico – e non solo – zone a traffico limitato e la preclusione al traffico di alcune arterie stradali ha evidenziato il più pernicioso dei mali di Napoli: la cristallizzazione della città.
Napoli come Danzica
- 02 Aprile 2013
- Lidio Aramu
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Napoli non smette di sorprendere. E lo fa nei modi che le sono più abituali con l’incuria che sfregia deliziosi angoli di architettura liberty, con le scalinate che s’inerpicano lungo i suoi fianchi svelando agli sguardi incantevoli tratti paesaggistici, con le oasi barocche, gli svettanti obelischi marmorei, il degrado degli storici palazzi del Centro storico. E stupisce per la mancanza di una reazione all’immobilismo degradante che, come una malefica metastasi, s’infiltra in tutti i gangli del tessuto sociale; per la sua familiarità coi santi ai quali si rivolge come ad un familiare affinché risolva i problemi del vivere quotidiano e della città che una classe dirigente inadeguata non riesce ad eliminare; per la capacità di sublimare le sue angosce spingendole in un altrove. Cosicché le incancrenite piaghe che la tormentano sembrano essersi d’incanto cicatrizzate. Persino i tambureggianti cortei dei senza lavoro non si snodano più lungo l’itinerario di quella che da tempo è diventata una sterile via crucis.
L’unico nodo gordiano che solitario si oppone al fluire sempiterno dell’indifferenza sociale sembra essere rimasto il diaframma arancione della Caracciolo “libberata”.
Alle radici del degrado della Villa Comunale
- 28 Marzo 2013
- Lidio Aramu
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Chi non ricorda i Promessi Sposi, la peste di Milano, la caccia all'untore. La folla aizzata contro innocenti accusati di spennellare pestiferi intrugli sulle porte e lungo le strade di Milano…
L’esecrato incendio di “Città della Scienza”, dopo aver suscitato inizialmente le indignate reazioni dei napoletani, ha lasciato ben presto la scena, per evidenti implicazioni di carattere sociale ed economico, al crollo parziale dell’ottocentesco edificio della Riviera di Chiaja. La magistratura è al lavoro, ma ad alcuni non piace l’attesa e capita quindi che, sulle ragioni degli sfollati e dei senza lavoro, s’innesti la teoria poliritmica dei tam-tam del web.
Così mentre gli inquirenti sono alla ricerca delle ragioni e dei responsabili del crollo, una parte della pubblica opinione ha già individuato il colpevole nell’Ansaldo trasporti. E qualsiasi anomalia si noti nell’area interessata dai lavori della Linea 6 è utilizzata per rafforzare il giudizio di colpevolezza emesso nei confronti dell’azienda statale.
Marocco: tracce di carne equina nei prodotti Findus. Sequestrate 1,6 tonnellate di surgelati
- 27 Marzo 2013
- Loredana Orlando
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I noti prodotti surgelati della catena alimentare Findus sono stati sequestrati dalle autorità marocchine in seguito all’accertamento di carne equina. Si calcola un quantitativo di 1,6 tonnellate di confezioni messo al bando nei punti vendita e presso l’importatore.
Secondo l’Aps, l’Associazione di promozione sociale, nei cibi precotti sono state riscontrate tracce di carne di cavallo mista alla carne di bovino. Un episodio non nuovo, quello della presenza di carni di altra origine rispetto alle indicazioni fornite dalle etichette, come testimoniato dalla presa d’atto del paese del nord Africa in merito alla vigilanza sulle importazioni di prodotti alimentari a norma di legge.



