De Magistris ratifica il declassamento dell'enfant prodige torinese chiamato a risollevare le sorti di ASIA, ora nelle mani di Raffaele Del Giudice
Era già tutto previsto, ma la rimozione è giunta all'improvviso. Ha lavorato bene, i risultati conseguiti sono ritenuti eccellenti, ma non era in grado di continuare. Nonostante il tentativo di far passare la rimozione di Raphael Rossi dalla guida di ASIA, come un passaggio del tutto normale e indolore, la conferenza stampa tenutasi questa mattina presso Palazzo San Giacomo sui recenti accadimenti riguardanti la partecipata adibita alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, anziché fugare i numerosi dubbi diffusisi nelle prime ore, è servita ad accrescere la preoccupazione e gli elementi di profonda ambiguità.
Le contraddizioni dell'avvicendamento tra Rossi e Del Giudice, ritenuto tra i tecnici più validi in materia di rifiuti nell'entourage del sindaco, e rimasto a mani vuote nell'assegnazione degli incarichi chiave in Giunta e nelle partecipate, pongono quesiti ai quali il sindaco non dà risposte convincenti, palesando anche una significativa dose di insofferenza.
De Magistris: "Napoli è Mia"...e 'promuove' Rossi da generale a soldato semplice
- 02 Gennaio 2012
- Paolo Carotenuto
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Un museo per le promesse del sindaco
- 22 Dicembre 2011
- MediNapoli
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di Marco Demarco Fonte Cormez
Dov'è Obama? Qualcuno lo ha visto a passeggio tra i decumani o battagliare con una pizza calda e filante come Clinton ai tempi del G7? Ricordo male o de Magistris, subito dopo la vittoria elettorale, ne annunciò il sicuro arrivo per Natale? Massì, ricordo benissimo. Sfidando l'apparente imparità, le due diplomazie, quella di Palazzo San Giacomo e quella della Casa Bianca, avevano già scaldato i motori. Lettere inviate e ricevute, mediatori al lavoro, mozzarelle già prenotate per allietare la tavola presidenziale: tutto girava per il verso giusto. E allora dov'è? Obama, dico.
Confcommercio contesta le liberalizzazioni del governo Monti
- 20 Dicembre 2011
- Loredana Orlando
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Si avvicinano le feste di natale. Croce e delizia per gli esercenti. I febbrili giorni prenatalizi un tempo potevano rappresentare una ghiotta occasione per rimpinguare le casse dei negozi con regali e pensierini vari. Oggi il mese di dicembre porta con sé non una buona novella per gli operatori del settore terziario. Infatti a causa del diminuito potere d’acquisto in parte dovuto agli effetti della crisi economica internazionale, la Confcommercio stigmatizza la liberalizzazione dei negozi aperti 24 ore su 24 nei giorni festivi e domenicali.
Una dura presa d’atto quella dell’associazione di categoria del terziario culminata con l’acquisto di un’intera pagina sui principali quotidiani italiani, in cui si rivolge al Presidente del Consiglio, Mario Monti, obiettando i provvedimenti iscritti nella “manovra salva Italia”.
Approvazione sul filo di lana per la “manovra salva Italia”
- 18 Dicembre 2011
- Loredana Orlando
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Il decreto sulle disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici viene approvato in extremis alla Camera.
Giornata convulsa quella vissuta dal premier Mario Monti durante la votazione alla Camera del decreto “lacrime e sangue” sulla manovra economica di fine anno. Rispetto al voto di fiducia di un mese fa, all’atto dell’insediamento dell’esecutivo tecnico, il governo ha registrato un considerevole calo di fiducia: 61 voti in meno alla Camera contro i 556 dello scorso mese, 88 i voti contrari. Entro Natale il decreto dovrà essere definitivamente approvato al Senato.
Il calo di consensi all’atto della votazione ha costretto Monti ad uscire dal riserbo con cui s’è presentato agli italiani, replicando con un “non mi sento affatto disperato” all’ex capo del governo, Berlusconi, il quale ha cercato di cogliere immediatamente le difficoltà del nuovo esecutivo. In effetti, Monti non è rimasto sorpreso dai voti contrari provenienti dalle fila di Lega e Italia dei Valori, ampiamente annunciati, quanto dall’assenza di 26 deputati del Popolo delle libertà. Tra questi figurano Giulio Tremonti e Paolo Romani. D’altronde, sul finire della votazione intorno alle ore 22 si sono registrati 130 deputati assenti (124 assenti, tra cui 3 di Futuro e libertà e 2 del Partito democratico, e 6 in missione). In meno di un mese il governo tecnico ha eroso una parte della fiducia accordatogli al fine di portare avanti le riforme necessarie per far uscire l’Italia dal disastro dei conti pubblici. Forse proprio la natura restrittiva, impopolare dei provvedimenti economici ha condizionato lo svolgimento fino all’ultimo incerto delle votazioni.Pomicino: «De Magistris, un parente che sbaglia»
- 12 Dicembre 2011
- MediNapoli
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di Angelo Agrippa - Corriere del Mezzogiorno
Un po’ ammessa, un po’ smentita la parentela di Luigi de Magistris con l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino. Il sindaco di Napoli lo ha sussurrato nell’intervista a Sette, il settimanale del Corriere della Sera, per poi smentire, su twitter: «Paolo Cirino Pomicino non è mio cugino e non lo frequento, contrariamente a quanto è stato diffuso».
Pomicino, ma allora: siete parenti o no? «Lui è il nipote acquisito di mio fratello Bruno, scomparso tanti anni fa. Mia cognata, Cenzina de Magistris, è la sorella gemella del padre del sindaco di Napoli, di cui io sono stato amico di infanzia e di giochi. Così come ho conosciuto i nonni di Luigi. Mio fratello Bruno e la moglie si conobbero ai tempi del liceo. La mia ex moglie è amica della mamma di Luigi. Eravamo tutti di Materdei».



