di Norberto Gallo - Napolionline
De Magistris ha esagerato ad annunciare che ripulirà Napoli in cinque giorni? Presumibilmente no, visto che il piano per rimuovere le duemila tonnellate già per strada ed evitare che vi si accumulino altri rifiuti è praticamente fatto. Sarà bene chiarire che la sua riuscita, però, dipende solo in parte dal sindaco.
In strada ci sono duemila tonnellate e sono mille e duecentocinquanta le tonnellate di rifiuti prodotti quotidianamente. Spiega Fulvio Bufi da il Corriere della Sera, che il neo presidente Asia Raphael Rossi, «ha potenziato i turni giornalieri (a eccezione della domenica), portandoli a tre e «lavorando quindi 24 ore su 24 sei giorni su sette». In questo modo, oltre alle 1250 tonnellate di produzione quotidiana, possono finire sui camion altre 450 tonnellate di spazzatura al giorno. Si arriverebbe così a raccogliere, teoricamente, 8500 tonnellate di immondizia in cinque giorni, addirittura di più delle 8250 calcolate moltiplicando per cinque la produzione quotidiana e aggiungendo le 2000 dell’attuale giacenza».
Napoli
Napoli pulita in cinque giorni? Si farà ma non serve a molto
- 20 Giugno 2011
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Sodano: siamo stati costretti al compromesso
- 20 Giugno 2011
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Vicesindaco Tommaso Sodano, si dice che la responsabilità amministrativa fa vedere la realtà da un’altra prospettiva. È capitato anche a lei?
«No, direi proprio di no perché sto sperimentando che la fondatezza delle mie denunce viene puntualmente confermata dall’emergenza continua nella città di Napoli. Chi aveva detto che discariche e inceritori avrebbero risolto il problema, oggi si trova a fare i conti con quello che stabiliscono le direttive europee».
Intanto, potrebbero obiettare che, a parte quello di Acerra, gli altri termovalorizzatori non sono stati costruiti.
«La verità è che in un sistema moderno di smaltimento bisogna soprattutto prevenire e ridurre la produzione di rifiuti, attuare la raccolta differenziata e avere gli impianti di compostaggio e le linee per il trattamento dei materiali riciclabili. Di tutto questo non c’è traccia».
De Magistris presenta la giunta di liberazione (dei conflitti di interesse e di potere)
- 13 Giugno 2011
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Meno donne del previsto (anche il ruolo di vicesindaco a un uomo), giovani assenti.
Nella sala giunta di Palazzo San Giacomo gremita all’inverosimile è partita l’avventura del nuovo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha presentato la squadra di assessori. Doveva essere la giunta delle donne e dei giovani, ed invece sarà la giunta dei conflitti di potere e di interessi.
Cosa succede in 'Napoli Sociale'? (CdN)
- 10 Giugno 2011
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A rischio il futuro della società partecipata del Comune di Napoli
articolo pubblicato su Cronache di Napoli - 9 giugno 2011
Sul piede di guerra, duecentotrenta dipendenti di Napoli Sociale, l’azienda del comune di Napoli che si occupa di assistenze e servizi sociali: sono stati posti in ‘ferie forzate’ e rischiano di perdere il lavoro nei prossimi giorni perché scadono i contratti a tempo determinato. Nelle prossime ore, i lavoratori manifesteranno davanti Palazzo San Giacomo per chiedere di conferire con il sindaco Luigi De Magistris.
Armando Coppola, un volto nuovo alla guida della IV Municipalità
- 09 Giugno 2011
- Paolo Carotenuto
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FOCUS MUNICIPALITA’ – IL CENTRODESTRA CONQUISTA LA PRESIDENZA
La Municipalità San Lorenzo Vicaria Poggioreale, dopo cinque anni di governo del centrosinistra, ha scelto il rinnovamento radicale con l’elezione del nuovo presidente Armando Coppola. Giovane dentista, alla guida di una coalizione comprendente il Popolo della Libertà, Forza del Sud, Liberi con Lettieri, La Destra, Popolari di Italia Domani e Noi Sud, ha deciso di impegnarsi in prima persona innanzitutto per il rilancio della propria municipalità, negli ultimi anni sempre più isolata e lontana dalle Istituzioni. Eppure siamo in un territorio che nella sua eterogeneità, nel passato è stato tra dei motori trainanti dell’economia cittadina in virtù delle molteplici attività svolte al suo interno, dall’area del centro storico passando per il Centro Direzionale fino ad arrivare alla Zona industriale. Oggi gran parte di queste attività dovranno essere ripensate e rimodellate su un nuovo tessuto urbano da riqualificare sul piano ambientale e sociale.



