Le tappe dell’incredibile scempio perpetrato ai danni del monumento napoletano divenuto il simbolo del movimento di difesa del patrimonio artistico della città: annunci, bugie, promesse non mantenute, orrori
La Cassa Armonica di Enrico Alvino è divenuta il simbolo dell’indignazione di cittadini, associazioni e movimenti civici contro la politica della Giunta de Magistris. Lo scempio perpetrato ai suoi danni, con la privazione della corolla caratteristica realizzata con vetri multicolore, rappresenta degnamente la sciatteria e l’indifferenza con la quale l’amministrazione arancione si prende cura del patrimonio artistico e monumentale della città. Dietro la difesa della struttura architettonica, la città sembra volersi riappropriare della propria identità e storia, riscattando decenni di noncuranza e profanazioni compiute da una classe dirigente arrogante e priva di cultura, con il complice silenzio della Soprintendenza.
Quella che proponiamo è la ricostruzione delle tappe principali di una vicenda dai contorni sempre più sconcertanti.
LA VICENDA – In previsione delle gare di vela del circuito esibizione dell’America’s Cup, si decide di usare la Cassa Armonica come palco per la premiazione. Per questo fu imbracata e sottoposta a una serie di lavori, che in un primo momento saranno definiti di pulizia e ristrutturazione. Si scoprirà solo in un secondo momento che in realtà si trattava di lavori di messa in sicurezza affidati alla ditta Neri per un importo pari a 48.461,26 euro (vedi delibera linkata in basso). Alla rimozione delle impalcature, stupore e delusione sono i sentimenti ricorrenti nel vedere la struttura in stile liberty di fine ‘800. In seguito alla segnalazione di Angelo Forgione, blogger attento alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico della città, monta la polemica al punto da investire l’ufficio di comunicazione del Sindaco. La Cassa Armonica riconsegnata con la ruggine e le scritte immutate, ma senza la pensilina perimetrale in ghisa e vetro che la rendeva unica nel suo genere, porta a veementi contestazioni soprattutto in seguito ai primi riscontri sullo stato di conservazione del materiale rimosso.
Napoli
Cassa Armonica, dallo scempio a simbolo di rinascita
- 15 Luglio 2013
- Paolo Carotenuto
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La Villa Comunale non è un monumento
- 14 Luglio 2013
- Lidio Aramu
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La tragica e annunciata caduta del pino di via Aniello Falcone, oltre ad aver causato la perdita di una giovane vita, ha determinato l’abbattimento di numerosi alberi di alto fusto. Sembra, infatti, che l’amministrazione comunale abbia deciso di decimare il patrimonio arboreo cittadino peraltro già poco significativo. Sotto i colpi dell’accetta cadono così esemplari di ogni specie. E dato che a morire sono le piante, la notizia della loro dipartita non trova spazio sulle pagine dei quotidiani. Non interessa a nessuno. Le foto di queste care estinte vengono diffuse in rete dagli amici di Facebook. Su alcune si evidenziano gli inconfondibili segni dell’incuria umana, altre appaiono invece perfettamente sane. E’ difficile stabilire quali siano stati i criteri osservati per la loro drastica eliminazione. Diranno che rappresentavano un pericolo per la pubblica e privata incolumità. Ed allora di grazia, perché per i platani piantumati a ridosso delle abitazioni di via Cimarosa (per citarne una) e costretti da numerosi e ripetuti tagli ad assumere una forma innaturale, si continua a tenerli in loco? Ed ancora: perché i pini, i lecci, i tigli, i prunus e le magnolie piantate circa sei anni or sono in Piazzale Tecchio non sono state ancora sottoposte ad una potatura di formazione col risultato di farle inselvatichire? Perché i Phoenix canariensis dello scenografico e storico Viale di Augusto sono stati dati graziosamente in pasto al rincoforo mentre in altri posti d’Italia, dove le palme costituiscono un elemento caratterizzante della città, sono state salvate?
La risposta, con ogni probabilità, è da ricercare nei limiti culturali ed in una singolare concezione della tutela dei beni comuni degli amministratori del Municipio.
Piazza Carlo III, riqualificazione o ennesimo spreco?
- 14 Luglio 2013
- Paolo Carotenuto
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Approvato dalla Giunta comunale un progetto di riqualificazione con un impegno di spesa di 400 mila euro.
Piazza Carlo III vive in uno stato di abbandono e degrado da svariati anni. Il Real Albergo dei Poveri, ancora lontano dall'essere restaurato completamente, costituisce un corpo estraneo, incapace di entrare nel vissuto del quartiere.
Terra di confine, divisa tra due municipalità, rientra nell'asse viario principale, di competenza dell'amministrazione comunale. Proprio la Giunta comunale, raccogliendo le proposte di un comitato civico locale, ha annunciato la realizzazione di opere di riqualificazione per un investimento pari a circa 400 mila euro. Una cifra consistente, per la quale sarebbe lecito attendersi una trasformazione radicale. Il progetto, realizzato dagli uffici tecnici del Comune, si presenta invece come una semplice riverniciatura della facciata, con la pulizia e la ridefinizione delle aiuole, la piantumazione di nuove piante, la sistemazione di giochi per i bambini, la ripavimentazione della parte centrale e la realizzazione di alcuni interventi lungo i marciapiedi.
Così come emerso dalla conferenza dei servizi, gli interventi in cantiere risultano parziali, ma soprattutto non rispondono al vero problema che ha investito l'area: lo stato di abbandono. La realizzazione di opere, anche particolarmente costose, si scontra con i risultati deludenti già registrati in altre aree sottoposte a lavori di riqualificazione. Il mancato presidio del territorio, l'assenza di un adeguato controllo, la mancata cura del verde e della pulizia, costituiscono le ragioni per le quali piazza Carlo III appare oggi terra di nessuno. Del resto per ridare dignità al quartiere non è sufficiente un intervento una tantum, con importante esborso di denaro pubblico, ancor di più se non si è in grado di garantire un livello di tutela costante e duraturo nel tempo.
Rischio idrogeologico per Napoli ovest
- 10 Luglio 2013
- Franco Ortolani
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Il nubifragio del giorno 8 luglio 2013 tra i Camaldoli e Pianura fa emergere i rischi dell'area occidentale.
Il transito di un cumulo nembo proveniente da est ha determinato un breve ma significativo evento piovoso che ha investito il ripido versante occidentale dei Camaldoli incombente sull’abitato di Pianura. In circa 20 minuti sono precipitati 28,2 mm, tra le 14.10 e le 14.30 (con altri 3,2 mm dovuti a deboli precipitazioni dopo il fenomeno principale, si sono raggiunti 31,4 mm nelle 24 h). Il rain rate max è stato di 240 mm/h ma anche tra le 14.20 e le 14.30 ha raggiunto i 230 mm/h (vale a dire che se avesse piovuto per un’ora nello stesso modo sarebbero precipitati ben 230-240 mm di pioggia).
Forum delle Culture, 16 milioni per un programma che non c’è
- 03 Luglio 2013
- Loredana Orlando
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Buio fitto sulla gestione dei fondi e sul calendario delle attività per il grande evento in programma da settembre 2013 ad aprile 2014.
A pochi giorni dall’avvio del Forum delle Culture 2013, il 7 luglio, così come annunciato dal Sindaco de Magistris, appena un mese fa, durante la conferenza stampa della nuova stagione teatrale del Teatro San Carlo - «Ve lo dico in maniera ufficiosa, apriremo qui il Forum con un evento che presenteremo la settimana prossima» (giugno 2013) - non è dato sapere quale sarà l’evento inaugurale della kermesse internazionale.



