Giornata di interviste e messaggi per il primo cittadino di Napoli. Intervenuto a Radio 24 ha affermato la sua contrarietà all'operazione del governo Monti, ritenuto senza legittimazione democratica. Sulla camorra ha invitato il Governo a vendere i cacciabombardieri e ad acquistare benzina per le forze dell'ordine. Sul fronte interno, sventata una nuova defezione con la riconferma dell'assessore D'Angelo, de Magistris tuttavia non rinuncia a slogan bellici, al punto da affermare: "Siamo in guerra"
MONTI SENZA LEGITTIMAZIONE DEMOCRATICA - “Se per Monti bis si intende un’operazione come quella di oggi che non ha legittimazione democratica, a una maggioranza di questo tipo io sono assolutamente contrario”. Questo il commento del sindaco di Napoli Luigi De Magistris ospite a “24 Mattino” su Radio 24 sull’ipotesi di un nuovo governo Monti dopo le elezioni del 2013. “Se Monti decide di candidarsi, è legittimo - ha aggiunto de Magistris -, è una persona autorevole, ci ha dato credibilità internazionale. Ma io sono favorevole a un’alternativa non solo politica, ma un’alternativa sui temi economici, culturali e sociale. Ci vuole molta più giustizia sociale che Monti per la verità non sta affatto favorendo”.
Il sindaco di Napoli ha puntato il dito sulla mancata riforma elettorale: “Temo che si stiano preparando le condizioni di legge per un Monti bis, cioè una legge per cui dalle elezioni non esce una maggioranza. Poi si va in Parlamento, i segretari di partito si chiudono in una stanza con i poteri forti e decidono che bisogna andare avanti come sempre”.
CORRUZIONE POLITICA - Commentando le inchieste sulla corruzione in politica, de Magistris ha detto: “Il problema principale sono sempre i ladri. Possono fare tutte le leggi di questo mondo, ma si troverà sempre il modo per rubare, perché si mette la regola e loro subito si industriano per trovare la scappatoia. Sull’ipotesi di azzerare il finanziamento alla politica così ha commentato: “Certo si pone il tema, è bene ridurlo subito. Tra l’altro questo governo ha una maggioranza bulgara quindi potrebbe fare tutto quello che ritiene, e invece ancora non riescono a fare nulla sulla corruzione”.
Per de Magistris però la soluzione non deve arrivare dalla magistratura: “La risposta la deve dare la politica, quindi i cittadini. L’azione giudiziaria interviene quando già si è in patologia, nella malattia cronica. Pensare che il Paese si possa cambiare per via giudiziaria è qualcosa che democraticamente mi atterrisce. Il tema oggi è che il popolo, i cittadini, le persone, si riapproprino del senso della vita comune, della vita civile”.
TORNA IL MOVIMENTO ARANCIONE - De Magistris ha quindi detto che è quasi pronto il “Movimento arancione” dei sindaci: “E’ questione di giorni - ha detto -. Se ci saranno dei nomi che si vorranno candidare nell’interesse del Paese, allora è il momento di fare una lista civica dei cittadini, e io vedo dei segnali incoraggianti. Come diceva don Milani “tenere le mani pulite ma tenerle in tasca non ha senso”. L’idea principale è che nel movimento ci siano i protagonisti degli ultimi mesi nella politica in Italia: gli impiegati, gli operai, le donne, i giovani, gli studenti. Tutti quelli a cui finora Monti non ha dato alcuna risposta, anzi hanno perso ulteriormente diritti e aspettativa”.
CAMORRA - Infine il sindaco di Napoli ha commentato l’azione del Governo sul fronte della criminalità organizzata: “Mi preoccupa il ritorno della criminalità di Camorra - ha detto - ma devo dare atto al ministro dell’Interno che ha dato una prima risposta buona e attenta. Il 3 verrà a Napoli. C’è bisogno di un coordinamento efficace tra forze dell’ordine, magistratura e il Comune che è presente con le sue attività. Però vorrei chiedere a Monti: comprasse qualche cacciabombardiere in meno e desse un po’ più di benzina alle forze dell’ordine, forse potremmo dare anche una migliore risposta a questi temi”.
STATO DI GUERRA - Sul fronte interno, in una nota pubblicata dall'ANSA, il Sindaco tranquillizza tutti sulla tenuta della sua giunta dopo le ventilate dimissioni dell'assessore alle Politiche Sociali Sergio D'Angelo, rientrate dopo un incontro chiarificatore con il primo cittadino. Per spiegare il momento che stiamo vivendo, ha usato una delle sue consuete espressioni forti: «Siamo in guerra», spiegando che si tratta di «un termine forte che, però, non deve essere equivocato». «Siamo in guerra non solo contro la camorra e i poteri forti che vogliono distruggere Napoli ma perchè facciamo miracoli laici». «Faccio il sindaco da un anno e tre mesi senza soldi - ha sottolineato - ed è chiaro che in questo momento non tutti reggono le tensioni, le difficoltà, il fatto di lavorare 24 ore al giorno e non pensare ad altro che all'interesse della città». «Può capitare che qualcuno non ce la fa - ha proseguito - ma questo non è il caso di D'Angelo». «Speriamo di non perdere pezzi - ha concluso - e che tutti insieme vinciamo questa guerra».
1 ottobre 2012







